Il calcio non è mai stato innocente: fin da subito si rivela come uno strumento di potere. E nell’evoluzione della sua manifestazione piú importante, i Campionati mondiali di calcio maschile, si può intravedere una fitta trama di vittorie e sconfitte che esce dal campo e investe la storia sociale e politica dell’ultimo secolo.
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Dal trionfo del fascismo nei Mondiali di Italia 1934 ai diritti umani calpestati per Qatar 2022, il calcio è il prodotto dell’industria culturale che meglio rappresenta la vittoria del capitale nel conflitto contro il lavoro. E adesso gli Stati Uniti di Donald Trump si apprestano a ospitare i Mondiali del 2026.