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TROMBE, TROMBONI & GRANCASSA

Le bande musicali, civili e militari, nella documentazione dell’Archivio Storico Comunale di Ferrara

Nella sala espositiva dell’Archivio Storico Comunale di Ferrara dal 22 agosto al 29 settembre si potrà ammirare una bellissima mostra ideata e curata da Enrico Trevisani dedicata bande musicali, ferraresi e non. Un suggestivo percorso che narra, con l’ausilio di documenti, immagini e strumenti musicali, la storia e le vicende delle bande civili e militari dal periodo preunitario a quello postunitario, sino ai giorni nostri. La mostra, a ingresso libero, sarà visitabile negli orari di apertura dell’Archivio Storico Comunale: dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.30; martedì e giovedì dalle 15 alle 18.

Per informazioni: Archivio Storico Comunale, via Giuoco del Pallone, 8, 44121 Ferrara; tel. 0532 418246;

mail: enrico.trevisani@edu.comune.fe.it

 

L’ARCHIVIO DELLA MUSICA

L’Archivio Storico Comunale offre il suo contributo di conoscenza e di valorizzazione del patrimonio culturale cittadino, proponendo con un’esposizione di documenti e di oggetti un percorso originale che stabilisce un contatto con l’Arte, cioè con la Musica, precisamente con la Banda. L’incontro di antiche carte d’archivio con il setticlavio - binomio caratterizzato da fascicoli zeppi di parti e partiture manoscritte, nel linguaggio speciale della Musica – svela un microcosmo dimenticato e affascinante qual è certamente quello della Banda, complesso strumentale che – dalla seconda metà dell’Ottocento e per tutto il Novecento - ha accompagnato il percorso dell’Italia unita, dello Stato nazionale, dalla Monarchia alla Repubblica, condividendone i momenti più alti e quelli tragici, diffondendo nella popolazione – quella dei piccoli centri rurali come delle città - la Musica, attraverso un repertorio particolare, capace di attrarre a sé il più largo e popolare interesse, raggiungendo in tutta la Penisola una capillare diffusione.

   La Banda è solitamente (ma non esclusivamente) un’organizzazione musicale locale, legata cioè direttamente al paese o alla città, di cui spesso porta anche il nome fregiandosene come titolo d’onore; la Banda è di norma un’istituzione comunale, nascendo ed essendo sostenuta nonché amministrata dagli enti territoriali che, dal Nord a Sud dello Stivale, vi scorgono un utile mezzo di elevazione culturale e artistica per le rispettive comunità, un efficace veicolo di diffusione popolare della grande Musica nazionale (Verdi in primis, Rossini, Bellini, Donizetti fino a Leoncavallo e Mascagni), uno strumento istituzionale irrinunciabile nelle cerimonie pubbliche, sia di tipo civile (ad es. le celebrazioni patriottiche) sia di natura religiosa (ad es. le feste patronali). La Banda, piccola o grande che sia, ora nella comunità rurale ora in città, è una vera scuola di vita, un’organizzazione dove si apprende un linguaggio artistico (la scrittura musicale), dove si impara a stare insieme, a rispettare le leggi di una speciale comunità, segnate dal ritmo e dalla direzione del Maestro: la Banda ha evidentemente una funzione civile e politica, parallela a quella artistica, musicale. Le parti, concepite per i singoli strumenti (ottavini, flauti, clarinetti, sassofoni, trombe, tromboni, corni, grancassa, piatti…), confluiscono nella partitura d’insieme e, in Banda – come nei documenti d’Archivio – è l’insieme che conta; i singoli strumenti costituiscono infatti una singolare universitas di voci e di timbri tenuti insieme da una logica unitaria, intrinseca, coerente.

   Nella sua attraente luminosità e potenza di suono, la Banda sembrerebbe cosa chiassosa, roba per dilettanti, fatta per gente semplice che non frequenta i teatri o che non apprezza le raffinate orchestre; certamente essa ha un’intonazione popolare, ma è capace di mettere insieme un grande e diversificato pubblico, di catturarne attenzione e di procurare partecipazione emotiva, grazie ad un repertorio che – pur ricorrendo alla trascrizione di capolavori lirico-sinfonici - alimenta tuttavia anche una produzione originale, nella quale si sono cimentati puntualmente gli stessi grandi musicisti, da Verdi a Mascagni. La Banda, a Ferrara come in Emilia-Romagna e in tutta Italia, è cosa seria, impegnativa; è fenomeno che ha un notevole peso civile e istituzionale, capace - nei casi più alti tecnicamente - di assurgere a livello artistico, assumendo quindi anche strutturazione stabile e complessa, radicata profondamente nell’attività degli enti territoriali di riferimento, nelle locali tradizioni culturali, nella concreta pratica della Musica.

   L’Archivio Storico di Ferrara, riflette, attraverso la documentazione, il percorso della sua comunità civile e dell’istituzione comunale; propone oggi il frutto di un recente quanto straordinario recupero di fonti musicali: oltre 30 metri lineari di fascicoli, zeppi di partiture e di parti, scritte a mano secondo un’antica organizzazione del lavoro di scrittura e di copia ormai evidentemente caduta in disuso, formate di tempo in tempo da Maestri succedutisi alla guida del complesso bandistico cittadino. Questa fonte offre materia di grande interesse per la storia della Musica nel Ferrarese, per conoscerne i protagonisti dimenticati e per delineare il profilo di un pubblico, di quel pubblico che non frequentava il teatro o le accademie, ma che – grazie alla Banda - riusciva a partecipare della bellezza della Musica, a riconoscerne le più note arie dei celebrati operisti italiani, ma anche ad aprirsi al repertorio europeo (Mozart, Beethoven, Berlioz, Bizet fino poi a Wagner !).

   La Banda suona per strada e nelle piazze, luoghi pubblici per eccellenza, aperti a tutti, senza distinzione di censo e di età: contadini e artigiani, borghesi e aristocratici vi prestano volentieri orecchio; giovani e vecchi nonché bambini, uomini e donne possono facilmente goderne, traendo gioia ora dal festante fragore d’una marcia tradizionale, ora lasciandosi rapire dalla linea melodica di cabalette e arie d’Opera magistralmente trascritte; la Banda suona per tutti, per il trono e per l’altare: al Monumento per i Caduti in guerra o lungo il percorso processionale per la festa religiosa, per il Tricolore o per la statua del Patrono. Insomma, è patrimonio di tutti; gioiosa e austera con le sue variopinte divise, comunica allegria, commuove ed esorta, ha effetto piacevole in chi l’ascolti; è interprete dei momenti solenni di una comunità, è sinonimo della festa; la Banda, dunque, è parte della comunità; è una componente delle sue tradizioni popolari.

   La Mostra che l’Archivio Storico oggi propone, segna la prima tappa per un progetto di conoscenza e di valorizzazione delle fonti musicali manoscritte otto-novecentesche che, esposte al rischio di dispersione legato al declino e alla trasformazione artistica della Banda tradizionale, meritano di essere conservate negli archivi storici e di essere inventariate e valorizzate. L’Archivio Storico Comunale, titolare di così rilevante fonte musicale, probabilmente la più cospicua e organica del Ferrarese, la propone tra i punti qualificanti della sua futura programmazione istituzionale.

Enrico Spinelli

Dirigente del Servizio Biblioteche e Archivi